Ambiente

Brasile, saranno piantati 73 milioni di alberi. Per questo progetto Conservation International utilizzerà una tecnica di piantumazione nuova ed efficiente

Nell’Amazzonia brasiliana sta per cominciare il più grande progetto di riforestazione tropicale mai attuato. Il polmone del pianeta torna a respirare?

 

La foresta amazzonica, l’ultimo grande polmone del pianeta, è sempre più malandata, spogliata e violata un pezzetto alla volta. Nel 2016 la deforestazione ha raggiunto livelli record  una ricerca ha rivelato che tra agosto 2015 e luglio 2016 sono stati distrutti in Brasile quasi 8mila chilometri quadrati di foresta, rasi al suolo da taglialegna, agricoltori e allevatori. Per cercare di salvare la foresta pluviale tropicale più grande del mondo, e noi stessi, la ong statunitense Conservation International ha annunciato la nascita di un nuovo progetto che, entro i prossimi sei anni, prevede la piantumazione di 73 milioni di alberi, diventando così la più grande opera di riforestazione tropicale della storia.

A proposito di variazioni climatiche e di effetto serra.

Un aspetto importante è quello relativo al ruolo del verde e in particolare delle foreste. Le foreste tropicali coprono meno del 10 % di tutti i terreni (1.8 × 107 km2) e più della metà dell’area tropicale (1.1 × 107 km2) e sono costituite da foreste pluviali tropicali. .

Il bacino dell’Amazzonia contiene la più grande foresta pluviale della terra, quasi 5.8 milioni di km2, e occupa circa il 40 % del Sud America; oltre il 60 % del bacino è situato in Brasile e il resto in Bolivia, Colombia, Ecuador, Guyana francese, Guyana, Perù, Suriname e Venezuela.

Nel corso degli ultimi dieci anni è stato dimostrato il ruolo positivo delle foreste pluviali tropicali nella captazione di grandi quantità di biossido di carbonio (CO2). In risposta all’aumento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera, le foreste tropicali agiscono come un lavandino globale di carbonio.

L’ accumulo di carbonio nella biosfera tropicale contribuisce a rallentare il tasso di aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera, determinando così la riduzione dell’effetto serra. Le foreste pluviali tropicali sono state stimate per il 32-36 % della produttività primaria terrestre (npp), che è la differenza tra la fotosintesi totale della foresta e la respirazione vegetale.

Le foreste pluviali tropicali si sono stato in questo modo per decenni.

Tuttavia, negli ultimi anni, l’aumento delle concentrazioni di gas a effetto serra, e in particolare la CO2, nell’atmosfera, ha colpito significativamente l’equilibrio di carbonio delle foreste pluviali tropicali, e ha riscaldato il pianeta in modo sostanziale, con onde di calore più gravi e prolungate e variabilità della temperatura e favorendo anche ‘aumento dell’inquinamento atmosferico, gli incendi boschivi, la siccità e le inondazioni. Il ruolo delle foreste tropicali nel mitigare il cambiamento climatico è pertanto critico.

Un terzo della CO2 in meno con una nuova tecnica di piantumazione

Si stima che se cessasse la deforestazione le foreste sarebbero in grado di assorbire il 37 per cento delle emissioni annuali di CO2 a livello mondiale, ma i biologi temono che il 20 per cento della foresta amazzonica potrebbe essere disboscato nei prossimi due decenni, in aggiunta al 20 per cento che è stato abbattuto negli ultimi quaranta anni.

Per questo progetto Conservation International utilizzerà una tecnica di piantumazione nuova ed efficiente, sviluppata in Brasile solo pochi anni fa, chiamata muvuca, parola portoghese utilizzata per descrivere la presenza di molte persone in un piccolo luogo. La muvuca prevede la semina di centinaia di semi di alberi nativi di varie specie in ogni metro quadrato di terreno deforestato, la selezione naturale consentirà poi alle piante più idonee di sopravvivere e prosperare. Uno studio condotto dalla Fao ha rivelato che oltre il 90 per cento delle specie di alberi autoctone piantate utilizzando il metodo muvuca germinano e sono in grado di sopravvivere anche a periodi di siccità lunghi fino a sei mesi.

La tecnica di piantumazione muvuca si basa sulla selezione naturale, solo le piante più adatte a quel terreno e a quelle condizioni sopravvivranno e diventeranno alberi

Una tecnica efficace ed economica

“Con le tecniche di rimboschimento tradizionali si ottiene mediamente una densità di circa 160 piante per ettaro – ha spiegato Rodrigo Medeiros, vice presidente di Conservation International Brasile. – Con muvuca il risultato iniziale è di 2.500 specie per ettaro e dopo dieci anni si possono raggiungere 5mila alberi per ettaro. Questo sistema garantisce una maggior copertura arborea ed è meno costoso delle tecniche tradizionali”.

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