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Il Gesto e il Respiro nelle Arti Marziali: parliamo di Xin Yi Quan

Il gesto che respira

Si tratta di imparare ad usare “forze” di natura diversa da quella muscolare e attivare energie nascoste.

La via da seguire, semplice e precisa, passa attraverso la consapevolezza evolutiva del gesto che lega insieme movimento, respiro e forza.

Si comincia lavorando assieme movimento e respiro per sviluppare la consapevolezza interna del corpo: muscolatura profonda, sistema mio fasciale, tendini legamenti e via di seguito.

Lavoro di consapevolezza che permette di coordinare il movimento del diaframma toracico con quello pelvico e con la muscolatura addominale; liberare l’azione delle costole e attivare il più ignorato gruppo muscolare: il muscolo ileopsoas.

Muscolo da cui dipende  la sinergia motoria tra colonna vertebrale e il sistema anche-bacino e che, attraverso la dinamica respiratoria, favorisce la centratura, il radicamento e l’allineamento strutturale del corpo.

Dinamica respiratoria che non è basata sulla respirazione addominale naturale, in cui si inspira facendo dilatare l’addome, ma sulla respirazione addominale inversa in cui si inspira ritraendo l’addome e si espira lasciandolo espandere.

Nello Xin Yi Quan si dice: “Quando inspiri porta il respiro indietro e in alto (l’addome si ritrae), quando espiri avanti e in basso (l’addome si espande)”.

Con la respirazione inversa centratura, radicamento, allineamento smettono di essere semplici sensazioni soggettive per diventare realtà fisiche sperimentabili e verificabili da chiunque voglia farlo. In termini pratici, dopo avere realizzato il legame tra gesto e respiro (il gesto che respira), la respirazione inversa permette di realizzare il legame tra potenza e respiro (il gesto di potere).

Il Respiro rappresenta lo strumento grazie a cui il praticante può regolare la dinamica del Qi secondo il modello dei 5 Movimenti e che consente di procedere alla trasformazione dei 3 Tesori secondo il modello Alchemico Taoista, promuovendo salute, longevità ed elevazione.

“Il modo per quietare il respiro non è trattenerlo con la forza per far si che non esca, è una questione di vuoto assoluto e calma: più è stabile la mente, più è sottile il respiro”

 

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